Una volta studiata l’aritmia e posta una diagnosi clinica e patogenetica, viene applicato l’intervento terapeutico ritenuto più appropriato, in termini di efficacia e sicurezza. Le terapie possibili sono le seguenti:

  • Semplice rassicurazione e consigli comportamentali: in caso di aritmia assolutamente benigna, che non comporti alcun condizionamento nella vita del soggetto
  • Terapia farmacologica: in presenza di aritmie benigne, in grado di condizionare la vita di relazione del soggetto in esame; i farmaci vanno sempre utilizzati alla dose minima efficace, accertandosi che non esercitino alcun effetto collaterale inaccettabile
  • Intervento di ablazione trans-catetere: in caso di aritmie resistenti alla comune terapia antiaritmica, o per inefficacia o per comparsa di effetti collaterali inaccettabili da parte del paziente
  • Impianto di pacemaker definitivo: qualora si documenti una defaillance del sistema di eccito-conduzione
  • Impianto di defibrillatore automatico (ICD): in caso di aritmie parossistiche maligne, in grado di provocare la morte improvvisa del paziente

News dal Gruppo

Pinna pintor approda una nuova équipe di oculistica

Dopo tanti anni di collaborazione con l’Ospedale Koelliker di Torino, dal 19 settembre 2016 la...

Policlinico e l’international registry of aortic dissection

IRAD ovvero il Registro Internazionale della Dissecazione Aortica, nasce nel 1996 per volont...

Novara è centro di riferimento per la stenosi aortica

Il Dipartimento di Chirurgia Cardiaca diretto dal Dott. Marco Diena della Clinica San Gaudenzio di...