Una volta studiata l’aritmia e posta una diagnosi clinica e patogenetica, viene applicato l’intervento terapeutico ritenuto più appropriato, in termini di efficacia e sicurezza. Le terapie possibili sono le seguenti:

  • Semplice rassicurazione e consigli comportamentali: in caso di aritmia assolutamente benigna, che non comporti alcun condizionamento nella vita del soggetto
  • Terapia farmacologica: in presenza di aritmie benigne, in grado di condizionare la vita di relazione del soggetto in esame; i farmaci vanno sempre utilizzati alla dose minima efficace, accertandosi che non esercitino alcun effetto collaterale inaccettabile
  • Intervento di ablazione trans-catetere: in caso di aritmie resistenti alla comune terapia antiaritmica, o per inefficacia o per comparsa di effetti collaterali inaccettabili da parte del paziente
  • Impianto di pacemaker definitivo: qualora si documenti una defaillance del sistema di eccito-conduzione
  • Impianto di defibrillatore automatico (ICD): in caso di aritmie parossistiche maligne, in grado di provocare la morte improvvisa del paziente

News dal Gruppo

Si è svolto ad aprile il corso “imaging and the heart”

Dal 9 al 14 aprile 2017 si è tenuto il Corso di Cardiochirurgia che, con...

Clinica San Gaudenzio: ecco il dott. Bruno Pezzulich

Arriva da Torino il nuovo Referente del Servizio di Elettrofisiologia della Clinica San Gaudenzio di Novara...

Nuovo intervento alla clinica S. Gaudenzio di Novara

La dissezione aortica è una malattia vascolare con un'alta mortalità se non viene trattata...