L' attività di diagnostica vascolare si avvale di apparecchi ecodoppler Vivid 7 che sono dotati di un software vascolare particolarmente sensibile per tutti i distretti esplorabili con tecniche non invasive. Questo è naturalmente vantaggioso per la pianificazione terapeutica nei pazienti con insufficienza renale grave nei quali l'applicazione di metodiche che utilizzano il mezzo di contrasto a scopo diagnostico e/o terapeutico, risulta più rischioso dello stesso trattamento chirurgico. Il servizio di diagnostica vascolare si dedica anche all’attività di screening su tutti i pazienti ricoverati, su quelli avviati a procedure cardiovascolari di emodinamica o chirurgica (studio del distretto carotideo, del distretto degli arti inferiori e superiori arterioso e venoso, del distretto aorto iliaco ed ileocavale e del distretto renale) e su quelli ricoverati negli altri reparti di chirurgia o medicina che per motivi legati all'età, alla storia clinica ed a fattori di rischio, richiedano uno screening vascolare. Spesso la patologia vascolare degli arti inferiori è individuata sulla base di un sintomo accusato dal paziente, ma altrettanto spesso la diagnosi di una stenosi carotidea o di una patologia aneurismatica dell'aorta addominale è casuale o tardiva. Frequentemente la presenza di una patologia misconosciuta complica il buon esito del trattamento medico chirurgico sia in termini di allungamento dei tempi di degenza influenzando la capacità di recupero funzionale dell’organismo.

L'attività di chirurgia vascolare della Clinica Città di Alessandria spazia dal trattamento delle varici con stripping o con tecnica laser, al salvataggio dell’arto con rivascolarizzazione periferica fino alla chirurgia degli aneurismi aortici.

Per il trattamento delle varici, oltre allo stripping tradizionale in cui la vena viene “sfilata”, si eseguono anche la safenectomia mediante laser che mummifica la vena oppure si applicano tecniche non invasive che prevedono l’inserimento di speciali schiume atte a chiudere la vena. Questi interventi possono essere eseguiti sia in regime di day hospital e sia in regime ambulatoriale previo breve prericovero di qualche ora.

Il trattamento della patologia carotidea viene eseguito spesso in anestesia locale con una degenza media di tre giorni ed è riservato a quei casi in cui per età o altri motivi medici nella storia del paziente, l’angioplastica sia sconsigliata. Le tecniche vanno dalla semplice pulizia della placca a quella della pulizia con applicazione di un patch (toppa) di allargamento quando la carotide è particolarmente piccola, fino alla pulizia per eversione in cui la rimozione del materiale che restringe l'arteria viene eseguita mediante sezione della carotide.

Per quanto riguarda la chirurgia delle arterie degli arti inferiori, questa va dalla semplice pulizia dell'arteria stessa al bypass vascolare per mezzo di protesi o vene. La vena viene utilizzata sopratutto nei pazienti in cui il bypass deve riportare il sangue alla parte estrema della gamba; in tal caso infatti i movimenti di postura o dinamici di flessione del ginocchio non consentono al bypass protesico una lunga sopravvivenza. La vena risulta fondamentale per gli interventi di salvataggio dell'arto ove esista il rischio di amputazione.

Per il trattamento degli aneurismi dell'arteria poplitea, il cui rischio non è legato alla rottura del vaso, bensì alla possibilità che piccole particelle del trombo formatosi al suo interno si stacchino e raggiungano il piede bloccandone così la circolazione con conseguente rischio di perdita dell'arto per gangrena, la procedura chirurgica di sostituzione del segmento malato costituisce l'alternativa al trattamento endovascolare, eseguito in emodinamica, in cui una specie di piccolo tubo viene posizionato all'interno dell'aneurisma impedendone l’occlusione e l’embolizzazione.

La patologia aorto-iliaca (aneurismi ed occlusioni) richiede la sostituzione del segmento malato e/o il confezionamento di bypass che possono anche raggiungere le arterie della gamba. La chirurgia viene riservata ai pazienti giovani e a quelli in cui le procedure endovascolari (angioplastica per le occlusioni od endoprotesi per gli aneurismi) non sono praticabili o risolutive.
I punti di forza del Servizio di Chirurgia vascolare della Clinica Città di Alessandria sono, da una parte, il contesto multidisciplinare che permette all’Èquipe di affrontare ogni singolo caso in maniera specifica e non necessariamente percorrendo la via chirurgica, ma coinvolgendo a seconda delle situazioni la medicina generale e la cardiologia per avere una valutazione il più possibile completa del caso, andando così a pianificare il percorso terapeutico più adeguato con una riduzione dei rischi di comorbilità. Dall’altra parte l’utilizzo di collaudate teniche ibride (endovascolari e chirurgiche) o congiunte quando non differibili (rivascolarizzazione carotidea e rivascolarizzazione miocardica) grazie alla stretta collaborazione dei vari reparti e del personale medico.

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